Dibattito sul celibato
Dibattito
sul celibato ecclesiastico
A proposito del libro Des profondeurs de nos coeus (Dalle profondità dei nostri cuori) del
Cardinale Robert Sarah.
Non prendo qui in considerazione l'eventuale contributo
del Papa Emerito Benedetto XVI. Infatti bisogna rispettare al riguardo la precisazione
di Monsignor Gänswein: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-01/libro-celibato-chiarimento-monsignor-gaenswain.html
Anche per ciò che scrive il Cardinale mi limito solo alla
citazione e ad un breve commento di Presbiterorum Ordinis 16. Il Cardinale afferma:
« Come lo ricorda il concilio Vaticano II, il celibato dei chierici non è una
semplice prescrizione della legge ecclesiastica, ma un "dono prezioso di
Dio" » (p. 161, traduco dal francese) . Queste ultime parole tra
virgolette citano esplicitamente, anche se con qualche lieve variante, il
Concilio che invita appunto tutti noi ad "avere a cuore questo dono
prezioso del celibato sacerdotale".
Segue l'affermazione centrale di tutto il libro in cui
traspare l'obbiettivo principale che il Cardinale. Egli scrive: «Esiste un
legame ontologico-sacramentale tra
il sacerdozio e il celibato» (Ibid.). Il Cardinale, qualche pagina prima, aveva
già chiaramente annunciato questo legame ontologico, quando affermava: « La
domanda d’ordinazione di uomini sposati rivela una profonda ignoranza del legame ontologico tra celibato e
sacerdozio » (p. 129).
A questo punto è bene vedere cosa dice esattamente il Concilio
a proposito di questo dibattito sul celibato. Mi ha molto impressionato, in
maniera positiva, il fatto che il sito ufficiale del Vaticano abbia sentito il
bisogno di riportare il testo di PO 16 e di farne un breve ma preciso commento.
L'articolo infatti titola: Il celibato sacerdotale secondo il Concilio: un
dono, non un dogma.
In particolare si riporta qui il passaggio che parla appunto della
"natura" del celibato in cui si dice: «La perfetta e perpetua
continenza per il regno dei cieli (...) non
è certamente richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta
evidente se si pensa alla prassi della Chiesa primitiva e alla tradizione delle
Chiese orientali». (PO, 16)
C'è da concludere quindi che, se il
celibato non è richiesto, ossia non appartiene, alla "natura stessa"
del sacerdozio, esso conserva certamente un legame giuridico e sacramentale con
il sacerdote, ma non si tratta evidentemente di un "legame
ontologico", cioè richiesto in modo universale e necessario dell'essere sacerdotale.
Di che tipo di legame allora sarebbe meglio
parlare? Riprendo, per tentare una qualche risposta, alcune espressioni di PDV
50, citate fra l'altro anche nel libro del Cardinale Sarah, dove leggiamo:
" Il celibato sacerdotale non è da considerarsi come semplice norma
giuridica, … bensì come un valore … come
la scelta di un amore più grande … [esso]
esige la risposta cosciente e libera."
Questi termini rimandano alla scelta
interiore di carattere esclusivamente etico.
Per cui, a partire da queste affermazioni di PDV, tra il sacerdozio e il celibato si può parlare sì di legame, ma di un legame di natura eminentemente etica, e non ontologica. Il celibato e
"un valore profondamente connesso con
l'ordinazione" (PDV 50); perfettamente "confacente alla vita sacerdotale" (PO 16), tuttavia non risulta
ad essa con-naturale. Il legame
ontologico esiste, ma è quello che "unisce il sacerdote a Cristo"
(PDV 11). Il celibato riguarda esclusivamente il "ministero" del
prete, più che il suo vero "mistero", che è appunto la sua
"connaturalità" e la sua "configurazione" con il Cristo Sacerdote,
tramite lo Spirito (Cf, PDV 46).
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