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Papa Franceso e il celibato dei preti









Celibato dei preti: il pensiero di Papa Francesco

Un primo dato certo è che Papa Francesco non sarà certamente lui a cambiare la legge ecclesiastica vigente nella chiesa a proposito del celibato. Alla giornalista Carolina Pigozzi che gli chiedeva se fosse possibile pensare che alcuni uomini sposati potessero diventare preti, come avviene della chiesa ortodossa, il Papa risponde: " Mi viene in mente quella frase di San Paolo VI: “Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato”.
Un secondo dato certo è che, in relazione al rito orientale dove gli ordinandi, prima del diaconato, possono optare per il celibato o il matrimonio, il Papa afferma categoricamente: "La mia decisione è: celibato opzionale prima del diaconato, no. È una cosa mia, personale, io non lo farò, questo rimane chiaro. Sono uno “chiuso”? Forse. Ma non mi sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione".
Altro discorso invece riguarda la necessità pastorale. "rimarrebbe qualche possibilità nelle località più remote – penso alle isole del Pacifico… Ma una cosa è pensare quando c’è necessità pastorale, lì, il pastore deve pensare ai fedeli".
Il papa cita al riguardo l'attuale dibattito teologico aperto fra l'altro dal Vescovo Fritz Lobinger che nel suo libro Preti per domani si chiede: come fa una qualsiasi comunità ad essere veramente Chiesa quando le manca l'Eucarestia che solo i preti sono abilitati a celebrare?
Il vescovo propone la sua soluzione che viene riferita dal Papa: "Si potrebbe ordinare un anziano sposato, ma soltanto che eserciti il munus sanctificandi, cioè che celebri la Messa, che amministri il sacramento della Riconciliazione e dia l’Unzione degli infermi. L’ordinazione sacerdotale dà i tre muneraregendi – governare, il pastore –; docendi – insegnare – e sanctificandi. Questo viene con l’ordinazione. Il vescovo darebbe soltanto le facoltà per il munus sanctificandi: questa è la tesi"
Papa Francesco sottolinea il fatto che si tratta di una tesi di questo vescovo e non di una sua decisione. Tuttavia aggiunge: "Il libro è interessante. Forse questo può aiutare a pensare al problema. Io credo che il problema dev’essere aperto in questo senso, dove c’è problema pastorale, per la mancanza di sacerdoti. Non dico che si debba fare, perché non ho riflettuto, non ho pregato sufficientemente su questo. Ma i teologi devono studiare".
A questo riguardo il Papa cita un caso emblematico: "Parlavo con un officiale della Segreteria di Stato, un vescovo, che ha dovuto lavorare in un Paese comunista all’inizio della rivoluzione; quando hanno visto come andava quella rivoluzione – negli anni Cinquanta, più o meno – i vescovi hanno ordinato di nascosto dei contadini, bravi, religiosi. Poi, passata la crisi, trent’anni dopo, la cosa si è risolta. E lui mi diceva l’emozione che aveva avuto quando, in una concelebrazione, vedeva questi contadini, con le mani da contadino, mettersi il camice per concelebrare con i vescovi. Nella storia della Chiesa, questo è accaduto. E’ una cosa da studiare, da ripensare, e da pregare". (Vedi anche i cristiani in Corea dopo l'espulsione dei gesuiti).
Evidentemente anche nell'esortazione apostolica Querida Amazzonia Papa Francesco non prende nessuna decisione in materia. Invita solo tutti a tenere in grande considerazione il Documento finale del Sinodo, dove i vescovi, a larga maggioranza, propongono fra l'altro l'ordinazione presbiterale per alcuni diaconi permanenti, già sposati. (n. 111).
In realtà, ci si rende conto di quanto il Papa si trovi attualmente in un contesto assai sfavorevole e inopportuno. In effetti accanto alle riflessioni del vescovo Lobinger esistono pressioni provenienti da altri teologi, molto più prestigiosi ed elevati, che sembrano suggerire al Papa di avere molto tatto e molta prudenza.
In realtà sappiamo bene come per quanto riguarda la nostra fede nessun sistema teologico né tanto meno filosofico è in grado da farla da patrone o tanto meno di imporsi sugli altri (cf VS, 29).
Per ciò che riguarda invece la prassi pastorale Papa Francesco sembra lasciare ai vescovi e alle varie conferenze episcopali il compito di trovare la migliore strategia locale che sia in grado di fare da mediazione tra la dottrina e la prassi.
Tuttavia, pensando al caso dei contadini ordinati preti, si ha l'impressione che molti vescovi, pur manifestando il loro attaccamento alla retta dottrina, stentino ancora a cogliere e ad accogliere la grande novità pastorale che Papa Francesco vuole immettere nel circuito ecclesiale e anche in quello dottrinale.

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