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Omelia III TO A


III Domenica del Tempo Ordinario Anno A (2020)

Dopo l'investitura del Battesimo e la testimonianza gli rende Giovanni (domenica scorsa), Gesù inizia decisamente la sua missione e la sua opera di annuncio della Parole e di guarigione dei malati.
Una delle prime cose che fa è quella di chiamare i futuri apostoli, ossia di scegliersi dei collaboratori.
Sicuramente fa questo pensando all'opera futura degli apostoli che avrebbero dovuto continuare la missione del Maestro ma anche per mostrare a tutti che lui non ha voluto portare avanti da solo la sua missione, anche se poteva benissimo farlo.
Come tutto questo potrebbe essere di stimolo per i nostri responsabili politici e sociali (oggi, giorno di elezioni regionali!) in un mondo in cui questi responsabili cercano solo un protagonismo personale e un liderscismo esasperato e estremamente solitario. La missione di Gesù e la missione della Chiesa è invece una missione comunitaria, in equipe: se non c'è unità non c'è neanche missione.
E' interessante notare anche il luogo dove Gesù si dirige, a quale popolazione s' indirizza. Il Vangelo ci dice che "lascia la Giudea dove c'era Nazareth, citta in cui era cresciuto, e si reca "oltre il Giordano" in una terra chiamata dai giudei, in maniera un po' dispregiativa "Galilea delle Genti", a causa del metissaggio etnico, culturale, e insieme alla grande confusione che regnava in quelle terre a causa degli scambi commerciali.
Questa Galilea delle genti, assomiglia da vicino al nostro mondo attuale e a tante nostre citta plurietniche. E importante sapere che è proprio questa la terra che Gesù sceglie per iniziare il suo ministero. Il nostro mondo allora, anche se è cosi svariato e così preso dal commercio e da tante altre cose, è il mondo propizio all'annuncio del Vangelo.
Il metissaggio dei popoli dovuto al fenomeno dell'emigrazione non deve essere motivo di scontro e di paura. Esso è piuttosto una opportunità di incontro di crescita reciproca. Per noi cristiani questa galilea delle genti è l'unica strada da percorrere. Strada certamente difficile e complicata ma anche ricca di prospettive e di grandi vantaggi.
Infatti su questa strado, su "questo popolo che abitava nelle tenebre…. Una luce è sorta". Cf. mia esperienza in africa… dove si dà tanto, ma anche si riceve tanto. Cr. CCRR "… e i poveri vi evangelizzeranno" …Vi daranno un senso alla vita, una gioia, una prospettiva….
Un'altra realtà di oggi è la celebrazione della "Domenica della Parola". Cf. II lettura. Mi ha sempre colpito, a questo riguardo, quello che dice S. Paolo nella seconda lettura " Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo": ne ho fatto tante volte l'esperienza in Africa con i miei numerosi catecumeni che avevano fretta di ricevere il battesimo anche se talvolta non erano ancora nelle disposizioni adatte per poterlo ricevere…. Dicevo loro che ciò che più conta è ricevere la Parola e non il sacramento….
A parte questi bei ricordi africani c'è sempre la nostra attualità italiana che ci dà maggiore luce su questa frase detta da S. Paolo ai cristiani di Corinto. Quando mi immergo in questo nostro contesto occidentale mi colpisce innanzi tutto quello che sento dire sempre più sovente dai nostri responsabili politici e sociali. E' finito – dicono – il tempo delle ideologie. Per quanto riguarda la politica – continuano – noi non apparteniamo più né all'ideologia di destra né a quella di sinistra.
Se si chiede loro a cosa appartengono, qual è cioè la loro identità, allora quasi tutti rispondono che stanno preparando una specie di congresso per trovare delle idee nuove oppure semplicemente qualche idea. Il problema è di sapere dove e come trovarle queste idee. Certo lo scambio e il confronto è utilissimi, ma cosa avverrebbe se le idee che ognuno può apportare, sono in realtà molto scarse, e in fondo si rivelano essere delle piccole idee non molto differenti da quelle di prima?
Dico ciò che per me risulta sempre essere una sorgente di grandi idee. Mi ha ispirato una preghiera di oggi 25 gennaio in cui celebriamo la Conversione di S. Paolo. Leggiamo nell'Ufficio delle lodi: "Gloria a te Signore, per la mensa della tua parola, preparata a noi dagli apostoli, è il Vangelo del tuo Figlio che ci illumina e ci conforta".
Se entriamo nel mondo delle idee, possiamo facilmente constatare come ognuno ha le sue, sempre presupposto che ne abbia qualcuna! Ognuno ha i suoi metodi e le sue tattiche per potersene procurare sempre di nuove.
Per me questa preghiera che ho citato dell'Ufficio della conversione di S. Paolo è stata sempre una sorgente inesauribile di idee, spesso ben chiare e distinte, talvolta un po' laboriose, ma alla fine sempre vere, precise e molto produttive.

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